Mucho Mas! è un artist-run space a Torino. Inaugurato nel febbraio 2018, è nato dalla volontà di favorire nuove connessioni e riflessioni sullo sviluppo dell’ambito della fotografia contemporanea sperimentale. Promuove iniziative culturali e altre attività che contribuiscono a diffondere, apprezzare e valorizzare la fotografia e l’immagine, sia a livello locale che internazionale. Mucho Mas! espone artistə italianə e internazionali la cui pratica artistica è focalizzata nella rielaborazione visiva dei linguaggi del presente.
Mucho Mas! è un artist-run space a Torino. Inaugurato nel febbraio 2018, è nato dalla volontà di favorire nuove connessioni e riflessioni sullo sviluppo dell’ambito della fotografia contemporanea sperimentale. Promuove iniziative culturali e altre attività che contribuiscono a diffondere, apprezzare e valorizzare la fotografia e l’immagine, sia a livello locale che internazionale. Mucho Mas! espone artistə italianə e internazionali la cui pratica artistica è focalizzata nella rielaborazione visiva dei linguaggi del presente.
Units/Identity
Exhibition By Giulia Querin e Xinhan Yú
Curated by Ghёddo e Mucho Mas!
21 Feb 2026 to 22 March 2026
— Opening 21 Feb, h.18.00 to 21.00
Nell’ambito della quarta edizione del programma TO.BE dal titolo “Intracore”, dedicato alla crescita professionale dellə artistə emergenti, Mucho Mas in collaborazione con Ghëddo è lieto di presentare la bipersonale Units/Identity di Giulia Querin e Xinhan Yú, sabato 21 febbraio alle ore 18:00.
La proposta espositiva si inserisce in un percorso più ampio di mostre che prevede la collaborazione tra artistə, musei e spazi d’arte contemporanea di Torino. L’intero progetto è realizzato con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Venesio e con il patrocinio di Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e Città di Torino.
I progetti di Mucho Mas! sono realizzati con il sostegno di: Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.
Units/Identity mette in dialogo le ricerche di Giulia Querin e Xinhan Yú, due pratiche che, pur muovendosi su piani estetici e simbolici differenti, condividono una riflessione profonda sulla perdita di centralità del soggetto e sulla sua progressiva dissoluzione all’interno di strutture più ampie: rituali, collettive, tecnologiche o ideologiche. In entrambe le ricerche, l’individuo non è più inteso come unità autonoma e sovrana, ma come elemento attraversato da forze che lo precedono.
Nel lavoro di Querin, questa tensione si manifesta attraverso il ricorso all’archetipo, al rito e al simbolo. Il gesto rituale, la ripetizione e la frammentazione del corpo generano uno spazio-tempo sospeso, in cui l’ego viene messo in crisi a favore di una dimensione corale, fluida, condivisa. L’identità emerge come esperienza collettiva, come presenza che si costruisce nel rapporto con l’altro e con lo spazio, più che come affermazione individuale. Nel lavoro di Yú, la stessa perdita di centralità assume una forma sistemica. Attraverso l’uso del game engine e di dispositivi visivi procedurali, l’artista costruisce ambienti chiusi e autosufficienti, governati da logiche di loop, ripetizione e normalizzazione. Il soggetto diventa player, NPC, corpo-asset: un’unità funzionale all’interno di un sistema che opera nel tempo attraverso linguaggi apparentemente neutri, educativi o ludici. Qui il potere non si manifesta come evento o violenza esplicita, ma come processo continuo di orientamento e addestramento.
Le due pratiche accostate creano un magnetismo significativo: appartenenza sociale e sistema tecnologico sembrano collimare agendo come forme non aggressive di controllo. Ripetizione, abitudine e interiorizzazione sembrano diventare chiavi di lettura di una visione più estesa e condivisa narrata con due linguaggi che si formalizzano in rappresentazioni visive distanti ma strutturalmente affini, lavorando su identità simboliche e frammentate, dove il tempo si sottrae alla narrazione mostrandoci una condizione di permanenza.
Units/Identity si propone come una risonanza tra le pratiche di Giulia Querin e Xinhan Yú, dove rito e archetipo, codici logaritmo, intimo e pubblico diventano strumenti per porci domande identitarie sulla nostra contemporaneità sempre più legata a situazioni di perdizione o controllo.
In questo campo di tensione non esiste una posizione fissa, ma ogni identità resta costantemente esposta e riformulata, in un processo di immersione esperienziale che richiede tempo, attenzione e presenza.
La mostra sarà visibile su appuntamento fino al 22 marzo 2026.
Giulia Querin (Venezia, 1997) è un’artista visiva e performativa attiva tra Bologna e Torino. La sua ricerca si articola in installazioni e azioni che esplorano percezioni spaziali fluide, simbologie archetipiche e forme di partecipazione attiva. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in tutta Italia, ricevendo premi, riconoscimenti e prendendo parte a residenze e progetti indipendenti.
Xinhan Yú vive e lavora a Bologna. Nel 2022 si laurea in arti visive all'accademia di Bologna. La pratica di Xinhan si focalizza sull'utilizzo di media digitali e image-based media. I suoi lavori si concentrano sull’analisi delle strutture e l’abuso di potere utilizzando un linguaggio provocatorio e ironico. Dal 2022 utilizza sempre più spesso i game engine come metodo centrale per il lavoro video, sviluppando un corpus di opere definito da strutture chiuse piuttosto che da narrazioni lineari. Il suo lavoro utilizza la cultura di massa per mettere in luce la logica fredda del controllo moderno.
Ghёddo è un progetto di ricerca e un collettivo curatoriale indipendente attivo a Torino e composto da Olga Cantini, Rachele Fassari, Davide Nicastro, Barbara Ruperti e Marta Saccani. Il collettivo è nato nel 2022 dall’esigenza di sperimentare e promuovere un dialogo aperto sulle pratiche artistiche e curatoriali contemporanee. Ghëddo si propone come incubatore per progettualità emergenti, con una visione curatoriale militante e un posizionamento etico attento alle anomalie di sistema. Il suo approccio si fonda sulla partecipazione, sull’interconnessione e su uno scambio orizzontale, privo di gerarchie.
Mucho Mas! è un artist-run space a Torino, fondato da Luca Vianello e Silvia Mangosio. Inaugurato nel febbraio 2018, è nato dalla volontà condivisa di favorire nuove connessioni e riflessioni sullo sviluppo dell’ambito della fotografia contemporanea sperimentale. Promuove iniziative culturali e altre attività che contribuiscono a diffondere, apprezzare e valorizzare la fotografia e l’immagine, sia a livello locale che internazionale. Mucho Mas! espone artistə italianə e internazionali la cui pratica artistica è focalizzata nella rielaborazione visiva dei linguaggi del presente.