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DALLE SOGLIE DEL SOGNO ALLE PRINME LUCI DIURNE

Luca Baioni & Jonny Briggs

 

19/06/2019 - 28/07/2019

 

Cosa c’è dietro ad una fotografia? Quali sono gli istinti dell’uomo che lo spingono ad esprimersi, direttamente o indirettamente, tramite la produzione di un’immagine?

Spesso siamo guidati da esperienze personali o da qualcosa di profondo presente all’interno del nostro inconscio. La fotografia nel contemporaneo ha valicato la rappresentazione e viene utilizza- ta come strumento che ci permette di navigare negli abissi degli ambiti espressivi. Vergogna, traumi e paure vengono riformulati per essere visualizzati, per diventare immagini.

Jonny Briggs e Luca Baioni possiedono la capacità comune di utilizzare il mezzo fotografico come strumento per raccontarci qualcosa di sé, di profondo e indefinito, intrinseco in ciascuno di noi. Qualcosa che neghiamo perché perturbante, disallineato, caotico.

Mani che bucano immagini e deformazioni di volti ci guardano, traghettandoci come Caronte in un inferno di sensazioni a cui spesso non diamo sfogo ma che ora siamo chiamati a guardare in faccia.

La fotografia così diventa una terapia, capace di valicare le inquietudini attraverso un viaggio per- formativo ed onirico.

Baioni e Briggs, con metodologie diverse ma ugualmente simili nella necessità di affrontare i propri demoni, ci propongono un viaggio nel subconscio che diventa collettivo. L’uno attraverso l’appropriazione di immagini distorte, deformate e poi riassemblate, all’inseguimento di una visione profonda che cerca di materializzarsi a tutti i costi e con ogni mezzo, l’altro tramite la mise en place del proprio inconscio svelato, ricreato meticolosamente nella realtà e poi riportato nuovamente alla bidimensionali dell’immagine.

Il dialogo proposto in questa mostra tra la serie Polyptych (Lysergik funeral procession) di Baioni ed il corpus di lavori di Briggs è sia un percorso personale che una riflessione collettiva sulle im- magini, così pervasive nella nostra vita da costituire ormai la parte fondante della nostra identità. Gli autori smantellano le vecchie modalità visive della fotografia, trasmutando i suoi valori ideali da quelli di rappresentazione di realtà a quelli post-fotografici di costruzione del sé.

 

“Dalle soglie del sonno alle prime luci diurne” è una doppia personale degli autori Luca Baioni

e Jonny Briggs, presentata nello spazio di Mucho Mas! in collaborazione con la galleria

Ncontemporary di Milano

 

 

 

Jonny Briggs

Testo di Federica Barletta

 

Le opere di Jonny non lasciano indifferenti invece provocano attenzione, stupore e sgomento. Contengono qualcosa di inconsueto ed estraneo al nostro immaginario, che non lascia adito al- l’imparzialità emotiva dell’osservatore il quale si trova necessariamente messo di fronte, in modo più o meno consapevole, ad una scelta di campo che attraversa l’estetica e arriva ad una sfera più intima.

Se osserviamo bene le sue fotografie notiamo questa continua ironia che mette in discussione, non solo formalmente, il confine tra la realtà e la finzione, tra il bambino e l’adulto, tra il sè e l’altro creando una situazione in cui si uniscono caratteristiche di estraneità e familiarità in una sorta di dualismo affettivo.

Proprio attraverso questo dualismo l’artista tenta di rompere e uscire fuori dalla bolla familiare in cui è cresciuto traducendo lo Unheimliches freudiano in immagini fotografiche dalle quali riaffiora tutto ciò che è stato tenuto nascosto, tenuto in casa. Non più celato.

Ciò che rende perturbanti le sue fotografie è l’utilizzo della figura del nonno, del papà da bambino, delle mani della mamma o della sorellina; elementi attraverso cui l’artista tenta di indagare la rela- zione con l’inganno, e ri-costruire la natura dell’infanzia attraverso occhi adulti. Tutto ciò ci mostra qualcosa di estremamente intimo, e confortevole ma nello stesso tempo ciò che ci appare di fronte agli occhi è qualcosa di inconsueto, di sconosciuto, sistemi di credenze represse e rimosse prove- nienti dall’infanzia, forse, di ognuno di noi. Qualcosa di ancestrale che abita o che ha abitato nelle mura domestiche.

E’ proprio nella casa (heimlich) dei propri genitori che accade e prende corpo la produzione di Jonny.

La casa, è infatti, anche il tema centrale della teoria freudiana, luogo principale della minaccia. L’aggettivo sostantivato che lo psicologo usa per definire queste sensazioni è das Unheimliche, letteralmente il «non-di-casa». Ma è veramente fuori dalla casa? No, in realtà sta ancora lì, giace dentro la casa, sepolto sotto la pesante architettura di abitudini e credenze.

 

 

Polyptych (Lysergik funeral procession)

Luca Baioni

Testo di Andrea Ritondale

 

La vita è il coacervo buio, inestricabile, misterioso, caotico e incomprensibile di sensazioni sovrapposte e mischiate. I demoni appaiono nelle cose, invitano a procedere oltre esse, nel loro lato “eccedente”, per scoprirne la natura. Sono i volti del terrore panico, contenuto sensoriale implicito nell’esperienza del mondo. Sono espressione del trauma, del lampo che scuote e sventra la realtà, mostrando la sua vera dimensione, infinita, irrisolvibile, incomprensibile.

Il grottesco e il violento, come caratteri raffigurativi di questi demoni, sono legati ad una forma espressiva propria delle sensazioni di terrore derivanti dall’essere partecipi di un’esperienza che ci sommerge, ci butta in un caos irrevocabile e incontrollabile, ci fa sentire parte di qualcosa di incredibilmente più grande, complesso, profondo e vivo di quanto la nostra singola coscienza possa elaborare, capire,

chiarire.

 

 

 

BIO

 

JONNY BRIGGS

 

Nato nel 1985, Jonny Briggs è nato e cresciuto a Londra dove frequenta il Royal College of Art. Tra i più influenti fotografi emergenti londinesi i suoi lavori hanno preso parte a mostre all’interno di importanti istituzioni come Saatchi Gallery London, Moscow Young Artist Biennale, Moscow – Mark Rothko Art Center, Latvia – Fondazione Fotografia Modena, Modena – Photoforum Pasquart, Biel – Zabludowicz Collection, London – Open Eye Gallery, Liverpool – FOAM Talents, Unseen Amsterdam – Camden Arts Centre, London – Pole Image Haute-Normandie, Rouen.

 

LUCA BAIONI

 

(1984) è nato e cresciuto a Milano. Ha studiato presso l’Istituto d’Arte di Monza e l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Mentre frequentava l’accademia ha lavorato come assistente nello studio di Alex Majoli. Nel 2008 ha lanciato ed è diventato un membro del gruppo Cesura. Nel 2010 ha lasciato Cesura e ha iniziato la ricerca su nuovi metodi di fotografia. I suoi lavori sono stati pubblicati ed esposti in Italia e Regno Unito.