L’installazione site specific del duo Stefano Comensoli_Nicolò Colciago, si unisce in un dialogo sonoro con Alessia Li Causi. Una performance sonora che nasce dalle luci e dalle ombre dell’opera, per un discorso in divenire, che ci sentiamo addosso.
La sonorizzazione di Incanto e Paranoia avrà un ritmo lento, una Luce Clandestina e nuova, per amplificare e accogliere.
Un’allucinazione, un sogno vivido che vive nell’imprevedibilità del tempo.
Pellicole serigrafiche per l’industria tessile vengono sottratte dall’abbandono fermando così l’azione del tempo che ne ha selezionato, deformato e diluito le immagini.
Le matrici grafiche si aprono a nuove letture, si riconfigurano attraverso il collage in una nuova immagine fluida. Un passaggio dal dettaglio a un mondo in cui non è mai visibile un soggetto nitido, ma sono il lascito. Ciò che rimane sulla pelle.
L’azione genera un’immagine che può fondersi al di là della materia, perché in contrasto con il nero vive la trasparenza.
Un apparente vuoto che tiene insieme i frammenti, i livelli si alternano e si sovrappongono in un ritmo scombinato e sconnesso.
La materia dialoga con l’ordine del luogo in cui viene installata, la vetrata industriale come ponte tra il luogo del ritrovamento e la forma dell’esposizione.
É lo spazio per un tempo più fertile.
Nel deformarsi
cambiano le sembianze
dall’armonia al disturbo.
Luce Clandestina trae ispirazione da “Incanto e paranoia (Tra due istanti)” in una performance live che come l’opera site-specific, frutto di un collage di matrici grafiche riconfigurate in un’immagine fluida, sovrappone campioni, frammenti e tracce recuperati e concatenati all’interno di una nuova continuità in sinergia liquida tra opera visiva e suono/sonorizzazione. Un susseguirsi di beat rallentati riportano l’osservatore verso un mondo restituito fatto di momenti di serenità - ma anche di inquietudine - che si alternano, in un rituale del “ritrovarsi” (di condivisione, dopo le restrizioni dovute alla pandemia), tra incanto e paranoia.
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BIO
Stefano Comensoli (Milano, 1990) e Nicolò Colciago (Garbagnate Milanese, 1988). Lavorano e ricercano insieme dal 2014 e sono co-fondatori del progetto Spazienne. La loro ricerca parte dall’esplorazione e la catalogazione del paesaggio: lavorano con materiali industriali, grezzi, rovinati e consumati; parti di scarto e di recupero provenienti da aree dismesse, luoghi periferici e cantieri, su cui il tempo e l’uomo attuano processi di corrosione, demolizione e abbandono. Usano la scultura, l’installazione, l’assemblaggio di materiali e studiamo a fondo le tecniche per superare i limiti formali a favore di una soluzione di equilibrio.
Utilizzano editoria, grafica, fotografia e video come mezzi di espressione pittorica, estrapolando la parte sensibile dalla materia con cui interagiscono e la restituiscono.
Tra le ultime mostre e progetti: Lì dove nascono le forme del vento (2020), mostra personale presso la galleria Otto Zoo (Milano); Il libro Stavo andando dove sono (2020) con Annika Pettini; Multiverso (2019), mostra personale presso megazzino (Garbagnate Milanese, MI); Toccare un dito con il cielo (2019) a cura di Spazio 1b per l’11a Biennale dell’Immagine di Chiasso; Piccolo Esercito (2018 in corso) un progetto itinerante negli spazi pubblici della città di Milano in collaborazione con Annika Pettini e Alter D.
Alessia Li Causi è una designer e disc jockey torinese. Nel 2017 da vita a Luce Clandestina, moniker con il quale impersona uno stato liminare tra luce oscurità, tradizione-contemporaneità, estroversione-introspezione. Una linea baricentrica composta da influenze darkwave, beat rallentati, forme techno non convenzionali che si dirigono da un lato verso la club culture di ricerca, dall’altro verso il rituale sonoro. Nel 2019 è co-fondatrice del party Ossessione Uno. È anche conduttrice dell’omonimo appuntamento bisettimanale su Radio Banda Larga.
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