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DECOR

Thomas Kuijper

 

30/10/2018 - 30/11/2018

 

 

Siamo costantemente bombardati di immagini. Le visioni più orrorifiche della contemporaneità, come ad esempio i video di propaganda dell'IS, le decapitazioni, le guerre, vengono spettacolarizzate e riportate al grande pubblico in un flusso visivo continuo e difficilmente distinguibile. Film, pubblicità, realtà, guerre sono messi in scena da media sullo stesso piano di distacco, rendendo faticosa una reale comprensione di quello che vediamo, un reale discernimento tra realtà e finzione. Questa esposizione massiva all'orrore ci ha reso insensibili a quello che è l'effettivo contenuto di cio' che vediamo? Qual è la riposta emotiva che ognuno di noi ha di fronte a queste immagini? Thomas Kuijpers, giovane artista olandese, vincitore della Grolsch Unseen Residency, si pone queste domande partendo dalla sua personale percezione del problema. Lavorando con le immagini, si è accorto del distacco emotivo che prova nel vedere determinati scenari, che si suppone debbano suscitare orrore e che invece, in una sorta di deformazione professionale, vengono analizzate e decodificate senza far nascere davvero in lui una risposta emotiva. Questa consapevolezza lo ha portato alla creazione del progetto “Decor”, presentato già ad Amsterdam all'interno del progetto “Foam Farm”.

Con Decors, Thomas Kuijpers presenta delle immagini prese dai video di propaganda dell'IS dalle quali cancella la figura umana, lasciando allo spettatore la visione di uno scenario vuoto, che ricorda le quinte teatrali, in un chiaro riferimento alla “messa in scena” e alla spettacolarizzazione dell'immagine. Questi scenari, svuotati da cio' che dovrebbe terrorizzarci e che spesso in realtà ci lascia indifferenti, risultano essere più inquietanti delle immagini originali, lasciando spazio alla nostra immaginazione di trovare loro una nuova interpretazione. In una call aperta agli scrittori, poeti, ma anche ai semplici fruitori che si sentono toccati dal tema, Thomas chiede a chi risiede sul territorio nel quale verrà esposta la serie Decor di riempire questi scenari, questi decori appunto, con una nuova narrazione. Un testo, una riga, anche solo una parola, per descrivere quello che ci viene in mente guardandoli. Con questo esperimento, l'artista prova ad uscire dal cortocircuito creato dall'immagine stessa: non essendo legato alla parola scritta da un rapporto di tipo professionale, tenta di ritrovare un approccio più emotivo all'immagine attraverso l'unione di questi differenti tipi di comunicazione. La parola scritta ci costringe ad un diverso tipo di attenzione, più lento e profondo, al quale siamo sempre meno abituati rispetto a quello veloce e intrusivo dell'immagine. I testi ricevuti tramite la call di scrittura vengono presentati sotto forma di libro stampato in unica copia, ed esposti in mostra assieme alle riproduzioni dei Decor, stampati in grande formato su dei teli sottili.